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“Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. È privilegio della prima gioventù vivere d’anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.
Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell’infanzia, e si entra in un giardino di incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. E non perché sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che l’umanità tutta è passata di lì. È piuttosto l’incanto dell’universale esperienza, da cui ci aspettiamo emozioni non ordinarie o personali, qualcosa che sia solo nostro.
Si va avanti ritrovando i solchi lasciati dai nostri predecessori, eccitati, divertiti, facendo tutt’un fascio di buona e cattiva sorte — zuccherini e batoste, si può dire — il pittoresco lascito assegnato a tutti, che tante cose riserba a chi ne avrà i meriti, o forse a chi avrà fortuna. Già. Si va avanti. E anche il tempo va, fino a quando innanzi a noi si profila una linea d’ombra, ad avvertirci che bisogna dire addio anche al paese della gioventù.”
(Joseph Conrad – La linea d’ombra)

“M’accorsi che la mia immaginativa aveva sempre battuto strade convenzionali, e che le mie speranze erano sempre state una merce incolore.”
(Joseph Conrad – La linea d’ombra)

“Poi c’è un’altra cosa: un uomo dovrebbe far fronte alla cattiva sorte, ai suoi errori, alla sua coscienza, e a questo genere di cose. Perbacco, con cos’altro c’è da combattere?”
(Joseph Conrad – La linea d’ombra)

“Era un pomeriggio terribilmente inanimato. Da vari giorni apparivano basse nubi in lontananza, masse bianche con scure volute che restavano immobili sull’acqua, quasi solide, eppur mutando impercettibilmente d’aspetto senza sosta. Verso sera di solito scomparivano. Ma quel giorno avevano atteso il calar del sole, che brillò e si spense imbronciato dietro di loro, prima di tramontare. Le stelle riapparvero sulle nostre teste, puntuali e tediose, ma l’aria rimase stagnante e oppressiva.
Debbo fornirne qui un altro esempio, qualche riga sparsa che sembra ora ai miei occhi molto irreale, tratta da ciò che scarabocchiai quella stessa sera: qualcosa che si svolge nel cielo, come una decomposizione, una corruzione dell’aria, che rimane più ferma che mai. In fondo, sono soltanto nubi, che possono o no portare vento oppure pioggia. Strano che debbano conturbarmi così. Ho l’impressione che tutti i miei peccati m’abbiano raggiunto.”
(Joseph Conrad – La linea d’ombra)

Posted on 05 November 2023 in News